L’arte come terapia

L’arte terapia è uno strumento che attraverso l’utilizzo e la manipolazione dei materiali artistici e la produzione delle immagini favorisce l’emergere e la modulazione delle emozioni, conflitti, bisogni, sogni e desideri  individuali.

Nel passaggio e nel processo tra il dentro e il fuori si attua la trasformazione del proprio vissuto e del proprio essere. Ciò che si mette in pratica e si modifica in un manufatto si modifica anche all’interno della persona.

La relazione che si crea con l’arteterapeuta è una relazione che si costruisce nel tempo e permette al paziente di sentirsi al sicuro, accolto, in uno spazio protetto e non giudicante.

Nel setting arteterapeutico si favorisce l’attivazione del processo creativo che va a potenziare le risorse interne dell’individuo, il suo essere creativo attivando la crescita e la trasformazione di sè e il rapporto con il mondo.

L’obiettivo delle artiterapie non è quello di formare nuovi artisti e neanche quello di fare un corso di pittura, scultura, musica, danza o teatro ma quello di utilizzare le arti con le sue regole per entrare in comunicazione con il mondo del paziente che si esprimerà, nelle sue esigenze, nelle sue richieste e problematiche in un insieme di forme slegate, “sgrammaticate”.

La lettura che sarà possibile fare sarà legata agli elementi del linguaggi visivo e plastico, le regole “grammaticali” con cui si formano le immagini su un foglio. Linea, colore, forma, luce ed ombra, spazio si combineranno insieme seguendo d regole di ritmo, peso, equilibrio, simmetria, movimento per trovare un significato.

La validità di ciò che il paziente dipinge o scolpisce, va ricercata nell’evoluzione/involuzione del suo linguaggio simbolico e artistico.

L’arte è capace di mettere armonia nel disordine, attraverso appunto l’organizzazione di forme, l’arte è l’equilibrato rapporto tra confusione e controllo, è turbamento corretto con i confini, è scarica delle tensioni, è rappresentazione dei pensieri. Se c’è un trauma attraverso l’arte e l’uso dei mediatori artistici posso dare una nuova forma, avere una nuova visione.

In questo spazio che possiamo chiamare spazio creativo, il paziente impara ad organizzare, dapprima colori e linee, poi parti di sé, riuscendo a mettere a fuoco parti del proprio mondo interiore o ad avere relazioni con il mondo esterno, la realtà. È su queste nuove visioni emerse nel qui ed ora, che possiamo fare delle elaborazioni e cominciare un accompagnamento terapeutico.

Il paziente dipingendo ripara l’oggetto e l’attività creativa “ripara” il soggetto stesso. Il concetto della riparazione degli oggetti caro alla Klein (1921-1958) e alla Segal (1973) è fondamentale per capire il lavoro degli artisti. L’atto creativo è rendere visi­bile gli oggetti cari, è modellarli utilizzando la creta, è aggiustare l’oggetto in un atto riparativo il cui significato conclusivo è anche la riparazione del sé.

Il paziente, allo stesso modo di grandi artisti come Picasso, Pollock o Kandinsky i quali passarono da uno stile giovanile accademico ad uno stile personale sul quale poi lavorarono, fa diverse prove in questa fase iniziale fino ad arrivare al proprio stile espressivo ed è a questo punto, quando cioè ci è possibile individuare il potenziale ico­nico del paziente che possiamo cominciare l’accompagnamento nel percorso creativo.

Attraverso l’arteterapia è possibile raggiungere degli obiettivi:
🌷la regolazione delle emozioni
🌷la costruzione della realtà interiore
🌷l’autonomia da dinamiche patologiche ambientali
🌷il miglioramento delle relazioni sociali
🌷l’adeguamento alla realtà
e molto altro…
Gli incontri di Arte per crescita del sé si svolgono dal Lunedì al Mercoledì dalle 9 alle 17 e ogni incontro dura un’ora e mezza.
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