Mente e corpo creativo

Con una visione Olistica e totalitaria possiamo affermare che lo spirito, il corpo e la mente sono strettamente connessi in una sorta di continua omeostasi nella ricerca di un equilibrio costante fra le varie parti.

Quando nel vivere la mia esperienza di evoluzione mi distacco totalmente dalla mia realtà animica mi ritrovo in un disequilibrio che si manifesta in uno di questi livelli (spirito, mente o corpo fisico) che se per qualche motivo non viene ascoltato arriva a manifestarsi sul piano fisico sottoforma di disagio fisico o nel peggiore dei casi come una malattia; infatti la malattia in qualche modo ci insegna, ci avvisa, che stiamo sbagliando strada e che dovremo in qualche modo affrettarci a scoprire la sua causa per avviare un processo inverso di riequilibrio.

Vediamo i “piani” dove un disagio può manifestarsi:

Piano spirituale -> dove nasce un’intuizione che si trasforma in un’idea che porta alla nascita del pensiero

Piano mentale: Razionale  e Piano Emotivo-> un pensiero ragionato o un’emozione che porterà, attraverso la volontà, all’azione fisica fino alla realizzazione del progetto o obiettivo.

Piano fisico dove l’azione o il progetto si manifestano.

La piramide dei bisogni di Maslow

 

I bisogni e la nostra  vera natura di essere

Se la mia natura animica fosse quella di stare in mezzo alla natura ma per qualche motivo razionale mi ritrovo a fare qualcosa che non voglio tutti giorni, il mio malessere comincerebbe a manifestarsi a livello spirituale creando una separazione con la mia anima (atman) e la mia coscienza.

Se dovessi continuare a non prendere in considerazione il mio bisogno reale e il malessere manifestato esso tenterà di essere ascoltato manifestandosi sul piano più basso, quello mentale, sottoforma di pensiero che verrà nel 90% dei casi subito bloccato dalla mia mente razionale con affermazioni che sabotano il vero bisogno reale, separando così lo spirito dalla sua vera natura, annientando il bisogno con la ragione,  così che la mente razionale e la mente emotiva finiscono per creare una separazione tra la mente emotiva e quella razionale.

Ancora una volta non ascolto il mio bisogno profondo che si manifesta nel livello più basso fino implodere nel piano emotivo dove magari mi ritrovo a riversare la mia rabbia e frustrazione verso qualcuno perchè sono insoddisfatto della mia vita e il mio bisogno reale è un altro e se comunque non faccio niente per cambiare, il disagio si renderà sempre più manifesto fino ad arrivare all’ultimo piano, quello fisico, dove si manifesterà con dolori riflessi alla schiena, spalle curve, la tendenza ad ingobbirsi per i troppi pensieri o la negatività nell’affrontare la vita, dolori ginocchia e alle gambe, problemi allo stomaco per una rabbia trattenuta, all’intestino, mal di testa da tensione, insonnia, ansia e nel peggiore dei casi con una malattia piuttosto grave.

Anche la bioenergetica afferma che ogni tensione cronica muscolare rappresenta una costrizione dell’organismo.

Una situazione diventa angosciante quando richiede più energia di quella che il corpo ha a disposizione e la tolleranza è limitata, se tale stress si prolunga per molto tempo, si soccombe.

La malattia dunque ci toglie dalla situazione di stress originaria e ci permette di ristabilirci e recuperare l’energia.

 

Studiando lo Yoga sappiamo bene che ogni ghiandola è strettamente connessa a degli ormoni e ad un centro energetico e ad un elemento (terra, acqua, fuoco, aria, etere).

In questa correlazione di elementi il nostro sistema biopsicofisico trova un suo equilibrio.

Quando vi è un disequilibrio a livello ormonale vi è un disequilibrio a livello d’organo.

Ogni ormone infatti è strettamente connesso ad una reazione chimica nel nostro corpo che va ad attivare l’organo preposto.

 

La nostra vera natura è quella di seguire la nostra missione in questa vita, nel momento in cui ci distacchiamo senza ascoltarci nel nostro profondo ci troveremo di fronte ad una separazione.

Cosa fare dunque per essere più presenti a se stessi?

Ascoltarsi mente corpo e respiro, vivere nel qui ed ora senza troppe ansie per il futuro o troppe angoscie per il passato.

L’ascolto del nostro respiro è un buon punto di partenza ci riporta al momento presente e dentro di noi e ci indica su cosa dobbiamo lavorare.

Una mente agitata che corre come dei buoi che trasportano una carrozza, è accompagnata da un respiro agitato e molto teso, corto e affannato che sta ad indicare la poca presenza cosciente e una mente agitata che vive nel futuro e non nel presente.

Una mente agitata con un respiro agitato può portare ad un’alimentazione sotto stress ad un ingurgitare cibo senza nemmeno assaporarlo o gustarlo causando disturbi alimentari spesso correlati ad un colmare un senso di vuoto che porta ansie e agitazione in quanto non ci si permette di stare nel qui ed ora.

@Debora Sale per La Casa degli Artisti